IL CONITP CONTRO LA CHIAMATA DIRETTA DEL DIRIGENTE

Chiamata diretta

  

Ennesima Beffa per i docenti

 

Ancora una volta il governo si dimostra incapace di pianificare e gestire correttamente, con trasparenza e criteri oggettivi della chiamata diretta dei docenti.

Non è possibile che i docenti durante le proprie meritate ferie devono essere in ansia alla ricerca di un istituto che gli faccia il contratto triennale, senza regole ne criteri oggettivi .
 

Si ritorna all’epoca dittatoriale , dove in pochi gestiscono la cosa pubblica.

 

La bozza delle indicazioni operative presentata ieri dal MIUR nel silenzio  dei sindacati firmatari dei contratti , non percepisce minimamente le richieste dei docenti , che tramite il CONITP hanno portato al MIUR , non  coinvolgere chi nella scuola lavora, il Governo appoggiato dai sindacati firmatari va avanti per la propria strada senza ascoltare NESSUNO.  Stilare graduatorie trasparenti per ambito sarebbe la cosa più giusta , coerente e trasparente , ma si capisce che la chiamata diretta conviene innanzitutto ai sindacati rappresentativi che continueranno a fare i loro comodi, e poi ad alcuni dirigenti ( non tutti poiché molti dirigenti sono contrari ) . 

  

Il calendario proposto è assurdo e ridicolo  i docenti hanno appena 5 giorni dalla pubblicazione dell'avviso per presentare la domanda alle scuole, mentre i dirigenti hanno appena 3 giorni per valutare i curricula e scegliere. Il tutto nel mese di agosto, costringendo il personale amministrativo , docenti e dirigenti a rinunciare alle ferie già programmate,

  

Le modalità preannunciate dal Miur per la chiamata diretta sono inapplicabili oltre che inaccettabili. Tutti i diritti contrattuali dei lavoratori verrebbero lesi, a partire da quelli del personale delle segreterie che ha diritto ad usufruire delle proprie ferie come qualunque altro lavoratore.

  

È davvero impensabile costringere le istituzioni scolastiche alla maratona pensata dal Miur nel mese di agosto. Tutto questo  getterà le segreterie nel caos, contribuirà all'umiliazione dei diritti di una intera categoria di lavoratori, già obbligati a una mobilità nazionale, e sarà la riprova della CATTIVA SCUOLA DI RENZI .