Precari scuola , NON VANNO ASSUNTI MA eventualmente solo RISARCITI

Precari dopo 36 mesi di servizio. Per la Corte Costituzionale la  Buona Scuola ha riparato danni

ATA  dimenticati anche dalla Corte Costituzionale 

 

 

Il 12 luglio arriva il comunicato della Corte Costituzionale relativo alla sentenza sull'abuso dei contratti a termine per i precari. Una decisione molto attesa per coloro che superano i 36 mesi di servizio e coloro che temono le conseguenze dell'applicazione del comma 131 della legge 107/2015.

"La Corte Costituzionale - si legge nel comunicato - ha stabilito l'illegittimità costituzionale della normativa che disciplina le supplenze del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (art. 4, commi 1 e 11 della legge 3 maggio 1999, n. 124) nella parte in cui autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino."

"Tuttavia - prosegue - la pronuncia di illegittimità costituzionale é stata limitata poiché l'illecito comunitario è stato cancellato, come da decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha interpretato la normativa comunitaria in materia di contratti a tempo determinato (sentenza Mascolo). "

E conclude affermando che "per quanto riguarda il personale docente la normativa sulla "buona scuola" prevede la misura riparatoria del piano straordinario di assunzioni, mentre per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario prevede, in mancanza di analoga procedura di assunzione, il risarcimento del danno"

Per quanto riguarda il personale Ata, che è stato ingiustificatamente escluso da qualsiasi piano finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato, il comunicato della Consulta contiene solo un cenno a “in mancanza di analoga procedura di assunzione, il risarcimento del danno” , quindi PERSONALE ATA DIMENTICATO e non tutelato.

Quindi la corte costituzionale Non risolve i problemi poiché non si comprende come il risarcimento del danno, individuato dalla recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella misura compresa tra 2,5 e 12 mensilità, possa considerarsi in linea con le statuizioni della Corte di Giustizia europea, le quali per esplicito esigono che l’abuso di rapporti di lavoro a tempo determinato nella scuola debba essere prevenuto con sanzioni le quali, a presidio dei diritti dei lavoratori, debbano “rivestire un carattere non solo proporzionato, ma anche sufficientemente energico e dissuasivo” e che i rimedi per reprimere l’abuso non debbano essere meno favorevoli di quelli “che riguardano situazioni analoghe di natura interna (principio di equivalenza)”.

L’impegno nel rendere compiutamente giustizia ai lavoratori precari della scuola dovrà dunque proseguire, anche e soprattutto dopo la pubblicazione della sentenza a cui si è riferito il comunicato della Corte costituzionale.