Diplomati magistrale, per il concorso AGEVOLATO  non vale il servizio svolto nelle scuole paritarie

IL CONITP AVVIA RICORSI

 

 Leggendo il testo presentato SAL Governo 5 STELLE -Lega , però, c’è un punto da sottolineare, ovvero, requisito indispensabile per partecipare al concorso è quello dell’obbligo di avere svolto nel corso degli ultimi otto anni scolastici almeno due annualità di servizio specifico, “presso le istituzioni scolastiche statali valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n° 124 e successive modificazione”.

Questo vuol dire che il servizio da precari svolto nelle scuole paritarie non va conteggiato. 

Per il CONITP  il provvedimento che esclude i docenti con anni di servizio nelle scuole paritarie è illegittimo cosi com’è  La Tabella di valutazione dei titoli per l’attribuzione del punteggio ai fini dell’inclusione nelle Graduatorie di Merito del concorso nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio prestato a tempo indeterminato.


Ricordiamo che le scuole paritarie, riconosciute ai sensi della legge 62 del 10 marzo 2000, pur assolvendo un servizio di istruzione pubblica, rientrano nel comparto delle scuole non statali, ma, proprio in virtù della equipollenza generalmente riconosciuta come servizio pubblico, sorprende un po’ tale presa di posizione della maggioranza che ha presentato l’emendamento.

Non è un mistero che le scuole paritarie rappresentino uno dei temi di non condivisione fra M5S e Lega, con i primi che non hanno mai fatto mistero della contrarietà al finanziamento alle scuole paritarie, e i leghisti, invece, propendono per una posizione più moderata.

Qui però si dovrebbe tenere presente che moltissimi docenti, specie nelle regioni del sud Italia, dove scarseggiano le possibilità di iniziare la carriera di insegnante tramite le graduatorie, hanno alle spalle anni di servizio precario nelle scuole paritarie, accumulando punteggio ed esperienza. Sappiamo che esistono criticità per quanto riguarda il mondo delle paritarie, ma appare ingiusto lasciare fuori docenti che potrebbero entrare di diritto nella prova concorsuale pensata per salvare i diplomati magistrale.

IL CONITP  in merito ha già fatto diverse rimostranze al Governo 5 stelle , tra i più contrari alla valutazione del servizio nelle paritarie , ma ad oggi nessuna risposta positiva si è avuta .

PERTANTO IL CONITP  già da subito raccoglie  ADESIONI PER PRESENTARE RICORSO AL TAR CONTRO QUESTA INGIUSTIZIA e tutelare anche coloro che hanno svolto servizio nelle paritarie. 

INOLTRE IL CONITP  presenterà altro ricorso per tutelare tutti i diplomati magistrale che ancora non hanno servizi utili per partecipare al concorso agevolato.

 

 

Per le adesioni al ricorso è possibile inviare il modello allegato a

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ISCRIZIONE CORSI DI PREPARAZIONE

 

CORSO DI PREPARAZIONE AL CONCORSO AGEVOLATO

Il concorso consiste in una sola prova orale e nella successiva valutazione dei titoli e in un percorso annuale disciplinato ai sensi di un decreto del ministro dell’istruzione che sarà congiuntamente emanato;

Il corso di preparazione è finalizzato all’approfondimento di argomenti di carattere pedagogico-didattico e metodologico, ed aspetti giuridici rilevanti per la formazione professionale del docente.

Il programma del corso è il seguente:

  • Metodologia, metodi, strategie e tecniche didattiche–unità didattiche- unità di apprendimento-Programmazione educativa e didattica-Caratteristiche di una Progettazione educativa didattica efficace
  • Bisogni educativi speciali- Tecnologie dell’apprendimento, della Conoscenza e della comunicazione per una didattica inclusiva e innovativa- Alternanza scuola lavoro;
  • Normativa scolastica inerente Organi Collegiali-Autonomia scolastica-La buona scuola e decreti attuativi;
  • Lezioni simulate relative ai contenuti disciplinari e al contesto scolastico- Esempi e suggerimenti;

Metodologie
Il modello pedagogico di riferimento preso in considerazione è quello della didattica blended. Le attività in presenza si integrano con le attività di formazione web based. I corsisti avranno a disposizione tutti gli strumenti didattici elaborati dai docenti del corso: Materiale didattico delle singole lezioni – Esercitazioni, Simulazioni – Bibliografia/sitografia.

Durata
lezione divise in 15  incontri di 3 ore

 

-      Gli iscritti al corso usufruiranno di una piattaforma personale con materiale didattico , video etc. .

-       

Coloro che non possono seguire il corso in presenza possono richiedere l’utilizzo della piattaforma per lo studio individuale.

 

www.conitp.it 

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IN ALLEGATO IL MODELLO DI ISCRIZIONE  

da inviare a       Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Reddito cittadinanza,

SARANNO TAGLIATI  i fondi da 80 euro Renzi per finanziarlo.

 

Il Ministro Diu Maio interventuo sul reddito di cittadinanza ha affermato che Saranno le abolizioni degli 80 euro del governo Renzi e del bonus cultura a finanziare il reddito di cittadinanza. A questi si aggiungeranno tagli al sostegno per la disoccupazione.

NATURALMENTE IL CONITP  dice No a questa possibile manovra che  COLPIRA’ I  LAVORATORI ( quindi gente che lavora ) a sostegno di chi non lavora.

Gli stipendi dei docenti e ATA sono già miseri e un ulteriore taglio significherebbe togliere ad ogni lavoratore  circa 1000 euro all’anno .

 

Quanto costa il reddito minimo di cittadinanza

Con la revisione del Def e la legge di Bilancio alle porte, si torna a fare i calcoli per capire come finanziare il reddito minimo di cittadinanza senza incidere sulla spesa pubblica.

Secondo alcuni calcoli riportati dal Corriere economia, che con un articolo di Dario Di Vico disegna un quadro generale su questo tema, riportando le idee degli economisti pentastellati, il reddito minimo di cittadinanza ha un costo stimato in 15 miliardi.

Tagli alla spesa sociale

Le risorse potrebbero essere recuperate in parte abolendo la Naspi, la Asdi e la “discoll”, cioè gli assegni per le varie tipologie di sussidio alla disoccupazione. Eliminare questi provvedimenti consentirebbe di recuperare 950 milioni di euro, una piccola parte della spesa necessaria che andrebbe compensata con l’assorbimento del Reddito di inclusione. Il provvedimento voluto dal Governo Gentiloni per contrastare la povertà assoluta ammonta – secondo alcuni calcoli di “Economia e politica” riportati sempre dal Corriere della Sera – a 2,750 miliardiAltri due miliari si potrebbero reperire dagli interventi di attivazione condizionanti (Neet giovani e percettori di Naspi) più il programma di Garanzia Giovani.

Abolire gli 80 euro e il bonus cultura

Mancano all’appello circa 10 miliardi, che sarebbe poi la cifra più consistente da reperire. Per questo motivo, si sta cercando di spulciare fra le varie voci per cercarne una che si avvicini a questo ammontare. E sarebbe stata trovata: è quella degli 80 euro di Renzi, tecnicamente definita “sgravi fiscali per i ceti medi”, che corrisponde a 9 miliardi. A quel punto, basta aggiungere la spesa del bonus  per l’acquisto di beni culturali che pesa per 290 milioni e si arriva, sempre come riferito dal Corriere della Sera che fa riferimento a una simulazione della rivista di Realfonzo, ai fatidici 14,991miliardi. E il conto torna, o quasi.

 

 

IL CONITP DICE NO A MANOVRE CONTRO IL PERSONALE DELLA SCUOLA DOCENTI E ATA 

Il CONITP DICE NO alla stabilizzazione nelle scuole come collaboratori scolastici degli LSU -voluta dai 5 stelle. 

Il CONITP è vicino ai collaboratori scolastici in questa battaglia

 

In questi mesi arrivano decine di rimostranze da parte di personale ATA ( collaboratore scolastico ) inserito nelle graduatorie di I, II e III fascia, che lamentano i probabili provvedimenti del Governo che vorrebbero stabilizzare 12.000 LSU nella scuola nel profilo di collaboratore scolastico.

Il CONITP lotta da anni contro questo eventuale provvedimento fa presente che i contratti di appalto nelle scuole  gestiti dalle cooperative sono un anomalia creata dalla politica per acquisire voti e fino ad oggi grazie alla nostra continua persuasione , nessun Governo ha stabilizzato gli LSU come collaboratori comprendendo l’anomalia che si andrebbe a creare.

Il CONITP  fa presente  che ci sono circa 2 milioni di persone che hanno fatto domanda nelle graduatorie di 1,2 e 3 fascia e la stabilizzazione degli LSU sottrae posti a queste persone che aspirano ad un lavoro come ATA.

 

Non è possibile stabilizzare gli LSU come collaboratori scolastici , trovando la scappatoia del provvedimento in parlamento , gli LSU vanno stabilizzati in altri  enti ( provincia, comune etc. ) ma non  nella scuola dove le norme per l’assunzione sono chiare , e cioè , tramite graduatorie per titoli .

 

Il movimento 5 stelle ,maggiore  partito che spinge per la stabilizzazione , deve rispettare i 2 milioni di persone inseriti nelle graduatorie che con grandi sacrifici , per raggiungere la stabilizzazione, lavorano da anni spesso fuori regione per cumulare punti per scalare le graduatorie.

Inoltre è da sottolineare che molti LSU non sono nemmeno in possesso del titolo di studio attualmente richiesto per l’inserimento nelle graduatorie.

 

Assumendo 12.000 LSU delle ditte di pulizia , in compiti spettanti ai collaboratori , si danneggiano coloro che sono regolarmente nelle predette  graduatorie e si danneggiano anche i collaboratori di ruolo  assunti fuori provincia che cercano di ricongiungersi alle proprie famiglie al sud ( assumendo gli LSU si tagliano posti per eventuali trasferimenti ).

 

Pertanto il CONITP continua a sostenere che gli LSU vanno stabiliti in altri enti ma non nella scuola  , IN QUANTO L’ASSUNZIONE NELLA SCUOLA è DISCIPLINATA DALLE GRADUATORIE .

 

La stabilizzazione degli LSU come collaboratore scolastico sarebbe un atto politico per accaparrarsi voti personali o per interessi particolari per l’assunzione di questa tipologia di personale che nulla c’entra con il profilo di collaboratore scolastico.

ESCLUSIONE DAI CONCORSI DEI DOCENTI CON SERVIZIO PRESSO SCUOLE PARITARIE

CONITP   CRITICO NEI CONFRONTI DEL Governo LEGA –5 STELLE  sull’esclusione del servizio  come docente svolto in scuole paritarie  per eventuali concorsi .

Secondo la formulazione attuale dell’emendamento i requisiti richiesti sono due anni di servizio presso le scuole statali, valutabili ai fini della ricostruzione di carriera.

Per quanto riguarda la considerazione unicamente del servizio svolto presso le scuole statali, si ricorda che l’art. 2, co. 2, del D.L. 255/2001 (L. 333/2001) ha disposto che, ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti, poi ad esaurimento, i servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla L. 62/2000 sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali.

Con riferimento alla parità di trattamento tra insegnanti delle scuole statale e insegnanti delle scuole paritarie, si è pronunciato sia il giudice amministrativo, sia il giudice costituzionale

Si veda, in particolare, l’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 951 del 7 marzo 2017.

Pertanto il  Decreto Dignità discrimina le migliaia di docenti che lavorano presso istituti paritari , i quali fanno parte a tutti gli effetti del sistema nazionale di istituzione e formazione. 

Le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale di istruzione. Per gli alunni, la regolare frequenza della scuola paritaria costituisce assolvimento dell'obbligo di istruzione.

Il riconoscimento della parità garantisce:

  • l'equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti
  • le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato
  • l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore legale delle scuole statali.

 

Pertanto il CONITP chiede di rivedere tale norma sanando una chiara discriminazione ed sicuri  contenziosi giurisdizionali .   

Card docente bonus 500 euro, riaccreditate le somme

 

Gli insegnanti di ruolo delle scuole statali possono accedere alle somme destinate alla formazione e all’aggiornamento tramite la piattaformahttp://cartadeldocente.istruzione.it, nuovamente attiva dal 12 settembre.

Accreditati i 500 euro per l’a.s. 2018/19

Anche per l’a.s. 2018/19 sono a disposizione 500 euro

Somme non spese

Le somme non spese degli anni 2016/17 e 2017/18 sono state riaccreditate.

Lo “storico portafoglio”

Ciascun insegnante può consultare la composizione del proprio borsellino elettronico attraverso la specifica funzione di “storico portafoglio”.

Si accede alla piattaforma attraverso lo SPID.

Compaiono tre anni scolastici

Per ognuno è indicato analiticamente la serie storica di quanto speso o non speso in questi anni.

Attenzione

L’importo totale è costituito da 500 euro decrementati delle eventuali spese inammissibili 2015/2016 e delle spese recuperate per sospensione del servizio ed incrementati dei residui degli anni precedenti.
Per il solo anno scolastico 2016/2017 l’importo totale è costituito da 500 euro decrementati dell’importo autocertificato

Concorsi infanzia e primaria, entro il 10 ottobre decreto con tempi e modalità

 

Concorsi avviati contemporaneamente

L’amministrazione  ha espresso la volontà di avviare le due procedure concorsuali, riservata e ordinaria, contemporaneamente. Ciò, al fine di dare agli aspiranti la possibilità di conseguire i due anni di servizio necessari per l’accesso al concorso riservato.

Contingente assunzioni concorso ordinario

Il nodo principale riguarda il contingente da destinare alle immissioni in ruolo dal concorso ordinario, relativamente al quale (contingente) si devono tenere in considerazione diversi fattori, quali:

  • pensionamenti;
  • capienza residuale delle GM 2016,
  • consistenza delle GAE a livello provinciale;
  • posti che diverranno vacanti per effetto dei provvedimenti giudiziali riguardanti i diplomati magistrali assunti con riserva e clausola risolutiva;
  • aggiornamento GaE (nel 2019) con i relativi (non prevedibili) spostamenti a livello provinciale.

L’Amministrazione, comunque, dovrebbe procedere a breve a stabilire il contingente suddetto, da destinare al concorso.

Emanazione del decreto

L’amministrazione, previo rispetto della tempistica prevista, dovrebbe emanare, entro il 10 ottobre p.v., il DM che disciplinerà il concorso, definendone tempi, modalità e contenuti del bando.

Requisiti concorso straordinario

I requisiti necessari per accedere al concorso straordinario, riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e ai laureati in SFP,  sono 2 anni di servizio statale . Sono stati esclusi i docenti delle PARITARIE ,. Il CONITP molto critico su questa scelta contesta il Governo 5 stelle –lega e . per la tutela dei docenti che lavorano da anni nelle paritarie sta già organizzando ricorsi contro questa norma.

Requisiti concorso ordinario

Il requisito richiesto per accedere al concorso ordinario è l’abilitazione, quindi potranno partecipare i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e i laureati in Scienze della Formazione Primaria.

Come avverranno le assunzioni

Il 50% dei posti sarà assegnato alle graduatorie ad esaurimento e il restante 50% ai concorsi. Qualora si esauriscano le GAE i posti residui si aggiungono a quelli destinati ai concorsi.

I concorsi a cui è destinata questa quota sono, prioritariamente, il concorso 2016 (inclusi coloro che abbiano raggiunto il punteggio minimo) e successivamente, qualora residuino posti, il concorso straordinario e il nuovo concorso ordinario con quote del 50% ciascuno. Qualora si esaurisca anche la graduatoria del concorso straordinario i posti residui si assegnano al nuovo concorso ordinario.

si allega il contingente delle immissioni in ruolo , relativamente ai posti disponibili e i posti per i ruoli per classe di concorso e provincia .
 
si invita a controllare i siti degli USP per ruoli dalle GAE e USR  per ruoli da concorso.

Graduatorie da cui assumere

Il contingente è comprensivo dei 789 posti di co.coco. per Assistente Amministrativo e Tecnico e 305 LSU nella provincia di Palermo.

Le assunzioni sono effettuate sulla base delle graduatorie permanenti ATA 24 mesi  2018/19 aggiornate a seguito dell’espletamento dei concorsi per soli titoli di cui all’O.M. 23 febbraio 2009, n. 21 .

LA QUESTIONE DEI “DIPLOMATI MAGISTRALI”

Importante secondo noi è conoscere la storia degli avvenimenti che si sono susseguiti nel corso degli anni e che ha visto protagonisti i diplomati magistrale e tentare di riuscire a trovare soluzioni adeguate alla loro questione.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2014 viene pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 2014 con il quale si recepisce il parere 4929/2012 del Consiglio di Stato (allegato al DPR) relativamente al valore abilitante dei diplomi di scuola e istituto magistrale (e relative sperimentazioni) conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002.

In sostanza il Consiglio di Stato sancisce che:

·         i maestri in possesso del diploma di scuola magistrale (e relative sperimentazioni purché corrispondenti) conseguito entro l’a.s. 2001/2002 sono da considerarsi abilitati per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia.

·         i maestri in possesso del diploma di istituto magistrale (e relative sperimentazioni purché corrispondenti) conseguito entro l’a.s. 2001/2002 sono da considerarsi abilitati sia per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia che per l’insegnamento nella scuola primaria.

Quindi una legge dello Stato recepisce il parere del Consiglio di Stato affermando che i diplomati magistrali  che hanno conseguito il titolo entro l’a.s. 2001/2002 sono abilitati e il DPR riconosce ai diplomati magistrali l’inserimento in II fascia e non nelle GAE il perché non è mai stato spiegato. Perché se il titolo è stato dichiarato abilitante ed è un titolo conseguito prima del a.s. 2001/2002 e le GAE sono diventate ad esaurimento nel 2007 perché non inserirli nelle GAE?

Questo semplice ragionamento ha dato vita alla stagione dei ricorsi iniziati già nel 2014 ed in cui a stagioni alterne sia il Tar che il CDS hanno immesso nelle Gae migliaia di docenti (si parla di oltre 50.000) alcuni a pieno titolo con sentenze passate in giudicato e alcuni docenti (si parla di circa seimila) addirittura in ruolo. Con evidente disparità di trattamento di docenti aventi lo stesso titolo.

Infatti il Consiglio di Stato già con sentenza n. 1973 del 2015 aveva riconosciuto la spettanza per i Diplomati magistrali entro l'anno 2001/2002 ad essere ineriti nelle GAE. Una storica sentenza che ha permesso quindi a migliaia di docenti l'inserimento nelle GAE fino ad allora ingiustamente precluso. Quindi si dà inizio ad una serie di sentenze del Tar e del CDS che riconosce ai diplomati magistrali ante 2001 ad entrare in Gae.

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, tenutasi 15 novembre 2017, pubblica una sentenza definitiva smentendo se stesso e negando il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento. Affermando testualmente: il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo istituite dall’articolo 1, comma 605, lett. c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Ma dal marzo 2014 al dicembre 2017 sono passati più di 3 anni di sentenze (TAR e CDS) che hanno decretato il diritto dei diplomati magistrali ante 2001 ad essere inseriti in Gae. Perché il CDS non ha decretato subito ciò che poi ha fatto dopo oltre tre anni? Le storture e i ritardi della giustizia Italiana devono essere sempre pagati dai cittadini più deboli e tra l’altro precari.

 Inoltre questo sono solo le prime sentenze di merito, le altre sentenze di merito (per altri 50.000) dovrebbero avvenire nei prossimi anni e che dovrebbero decretare l’uscita dalle Gae dei diplomati magistrali ante 2001, visto i tempi biblici della giustizia forse nei prossimi 5 o 6 anni e quindi molti di questi docenti assumeranno sia incarichi a tempo determinato che a tempo indeterminato, quindi si intravedono nell’orizzonte tantissimi altri contenziosi.

Ecco quindi l’emendamento al “decreto dignità” ispirato dal governo e approvato dalle commissioni di competenza della Camera che avrebbe lo scopo di  risolvere il bailamme venutosi a creare sui maestri con diploma magistrale, la soluzione individuata (fermo restando che il decreto sia approvato senza modifiche) consiste nell’assegnare a tutti i maestri già al lavoro e inseriti nelle GaE, anche già immessi in ruolo, una supplenza fino al prossimo 30 giugno, oltre che un concorso straordinario articolato in una prova orale di natura didattico-metodologica e nella valutazione dei titoli.

Il concorso straordinario è destinato ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria ed è riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria. Per parteciparvi è necessario avere l’abilitazione all’insegnamento conseguita tramite sia corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, sia diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. È poi fondamentale avere svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali.

Inoltre, sempre in base all’emendamento della maggioranza, la partecipazione al concorso straordinario, relativamente ai posti di sostegno, è consentita a coloro che siano in possesso dei succitati requisiti più il titolo di specializzazione (anche conseguito all’estero e riconosciuto in Italia). Infine, il servizio deve essere svolto presso le scuole statali e deve essere specifico, ossia prestato nella tipologia di posto (primaria o infanzia) per cui si partecipa al concorso. Tutto questo è chiaro ed evidente che riproporrà una nuova stagione dei ricorsi annunciati sin d’ora, anche se l’emendamento rimarrà questo, poiché vi sono al suo interno diverse parti illegittime, è pronte ad essere impugnate in tribunale.

 Vediamo le storture:

-“Viene da chiedersi di chi sia questa nuova trovata della quota dei 24 mesi limitata agli ultimi otto anni e a determinate categorie di docenti. Lasciando fuori, inspiegabilmente, tutti i maestri delle scuole paritarie, che guarda caso nella scuola dell’infanzia e primaria sono in grande numero.

-Tutto questo si somma all’illogicità di licenziare 6 mila docenti assunti in ruolo che hanno superato a pieni voti l’anno di prova.

-Inoltre se per il Fit fatto per le scuole secondaria di primo e secondo grado gli abilitati hanno potuto partecipare senza discriminazioni perché i diplomati magistrali ante 2001 e quelli della scienza della formazione primaria no?

Sicuramente ciò genererà numerosissimi altri contenziosi.

Come Sindacato Conitp proponiamo  una delle due soluzioni:

1)     riapertura e aggiornamento delle GaE a tutti gli abilitati, con uno strumento legislativo, da cui sappiamo che ogni anno lo Stato ricerca i 100 mila supplenti indispensabili per mandare avanti, questo sì con altissima dignità, le nostre scuole”,  con l’aggiornamento delle GAE molti docenti si sposterebbero in provincie dove ci sarebbe più possibilità di insegnamento e inoltre pensare ad una unica graduatoria nazionale da cui attingere per le nomine a tempo indeterminato, la cui rinuncia equivarrebbe a cancellazione immediata dalle stesse, mentre per gli incarichi a tempo determinato le graduatorie resterebbero provinciali;

2)    Emanare un provvedimento legislativo in cui sia precluso a  tutti gli abilitati magistrali ante 2001 e laureati in SFP inseriti nelle gae con riserva di  di assumere incarichi  dalle gae sia a tempo determinato che a tempo  indeterminato e farli  partecipare al concorso straordinario proposto nel Decreto Dignità, senza vincoli di anni di insegnamento basta il semplice titolo abilitante, dopo il concorso si proceda ad elaborare una graduatoria nazionale da cui attingere per le immissioni in ruolo dove l’eventuale rinuncia  equivale a depennamento. Nelle Gae rimarrebbero solo chi è a pieno titolo e esse verrebbero esaurite nel giro di breve tempo  se però si attua il potenziamento anche nella scuola dell’infanzia, secondo noi l’unico grado di scuola che andava fatto, e che  in modo inspiegabile non è stato attuato dalla 107/2015 e nemmeno dai suoi  decreti attuativi. Tra l’altro tutti noi sappiamo che nella scuola dell’infanzia se non si attua il potenziamento serviranno ancora 40 anni per svuotare le graduatorie ad esaurimento. E 15 anni nella scuola primaria. Una storia a cui nessuno riesce a mettere la parola fine. Le “graduatorie ad esaurimento” (GAE) furono istituite nel 2007 per porre fine alle “graduatorie permanenti”, arrivate a contenere, di sanatoria in sanatoria, 799 mila unità. Nel 2007 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni dichiarò che le GAE sarebbero state svuotate in 5 anni (2012). La Gelmini nel 2010 ipotizzò la chiusura in “6 o 7 anni” (2016-2017). Nel 2014 Matteo Renzi assicurò che entro un anno (2015) tutti gli iscritti sarebbero stati assunti. Nel 2016 il ministro Giannini ammise: “è necessaria una fase transitoria per arrivare alla loro soppressione definitiva”. Creare una nuova graduatoria  accanto alle gae significa non risolvere nessun problema, ma allungare la schiera del precariato. Allora un governo che vuole affrontare il problema in modo serio deve recepire tutte le istanze senza discriminare nessuno e inserire tutti i diplomati magistrali e i laureati in SFP in questo percorso come ha fatto per il FIT alla secondaria di primo e secondo grado istituendo quindi una graduatoria nazionale.

La politica deve cercare di sanare le storture che nel corso degli anni si sono perpetrate e nello stesso tempo trovare soluzioni idonee a non creare nuovi contenziosi. Noi come sindacato Conitp ci auguriamo che questo Governo sia lungimirante sappia studiare le soluzioni appropriate per risolvere le questioni annose che da troppo tempo non trovano soluzioni definitive, ma fino ad oggi si sono trovati solo tamponi che non riescono a sanare le gravi malattie in cui il nostro sistema è affetto.

ASSOCIAZIONE SINDACALE

 CONITP

 

 

 

 
 
 
 
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