IL CONITP A ROMA PER IL CONCORSO A CATTEDRA

Oggi 8 febbraio 2016 una delegazione del CONITP è stata ricevuta da alcuni Dirigenti del Miur per avere aggiornamenti ed anticipazioni riguardo il concorso a cattedra che sembra essere di imminente pubblicazione.

La richiesta del sindacato è stata quella scaturente da tutte le riflessioni e confronti in merito al concorso a cattedra, e cioè l’assurdità della sua pubblicazione e svolgimento.  È di poche ore fa , infatti una sorta di “mea culpa” dello stesso Renzi che, probabilmente, per una volta, si è fermato a riflettere sulle scelte fatte fino ad ora, che lo hanno indotto quanto meno a ripensare al modello concorsuale da proporre agli aspiranti docenti.

L’ideale sarebbe un concorso per soli titoli per i docenti abilitati di seconda fascia, anche se su questa possibilità i Dirigenti del Miur si sono dichiarati piuttosto scettici data la difficile realizzazione di questa ipotesi, in quanto non contemplata attualmente tra quelle possibili.

Il margine di cambiamento riguarderebbe il numero dei quesiti in lingua straniera, forse uno invece di due, e la revisione della prova scritta in un’ottica di semplificazione  generale per i candidati.

Possibile anche la revisione della tabella di valutazione titoli, in quanto necessita di una valutazione più equa del servizio prestato.

Trattasi infatti  di un concorso a cattedra, e quindi il requisito dell’esperienza sul campo dovrebbe essere quello maggiormente formativo per un aspirante docente, sia per le competenze relazionali che metodologiche.

Affrontate anche le questioni degli abilitati con riserva e degli specializzandi per le attività di sostegno  agli alunni con disabilità.

Assurda l’esclusione di entrambe le categorie dalla procedura concorsuale. In merito ai primi sembra intravedersi uno spiraglio, viceversa per i secondi dovrebbe essere prevista una seconda tornata concorsuale l’anno prossimo, in quanto il numero dei posti che dovrebbe essere bandito è di gran lunga inferiore al fabbisogno di docenti di sostegno.

Non resta che aspettare le decisioni  definitive e l’emanazione dei bandi.

IL CONITP continuerà ad informare i propri iscritti e a tutelarli in qualsiasi sede fosse necessario.

PROF. Guastaferro Crescenzo

Prof. D’Ascoli Antonio

LE SCELTE DEL GOVERNO IN MERITO AI RICORSI:

LE SENSAZIONI  CONITP ERANO FONDATE.

 

Il CONITP, qualche settimana fa, aveva denunciato  la volontà politica di bloccare tutti i ricorsi in atto volti all’ingresso in GAE dei docenti PAS , TFA ,S.F.P. diplomati magistrali etc.,  a seguito delle nomine, da parte del Governo, del  Presidente del Consiglio di Stato e  di altri magistrati.

Infatti  , come già  preannunciato dal CONITP , dopo incontri con Giudici e Dirigenti , il Consiglio di Stato rigetta un ricorso nel merito relativo all’inserimento in GAE  degli abilitati PAS ,TFA, S.f.P  e rinvia all’adunanza plenaria per i diplomati Magistrali.

Quindi, le nomine dei nuovi giudici sono state  decise politicamente  ,come da noi ampiamente previsto, con il chiaro intento di bloccare le migliaia di ricorsi in atto .

Il CONITP in merito si rivolge alla magistratura e ai singoli giudici che hanno sempre ristabilito la legalità in situazioni discriminatorie nei confronti del personale della scuola.

Il CONITP ha sempre creduto nell’imparzialità  delle decisioni e nella integrità morale e professionale dei magistrati, ma stavolta le decisioni sono state volutamente  frettolose e politicamente orientate.

 Si nega  un diritto acquisito  dai  docenti attraverso gli anni, con   carriere decennali,  a cui  è stato chiesto di partecipare ad un percorso per abilitarsi (  assurdo dopo anni di insegnamento),  svolto nelle  Università al costo  di 3000 euro in media.

 Inoltre il Governo avrebbe potuto adottare un provvedimento di apertura delle graduatorie ad esaurimento straordinario, come già successo in passato, una ipotesi percorribile quindi , oltre ad essere la più logica e la meno dispendiosa, a nostro parere.

Ma evidentemente sono di parere diverso  i giudici del Consiglio di Stato, che con molto accanimento hanno avallato l’attuale  politica scolastica scellerata .

 

E’ evidente che la  situazione è molto grave , in quanto il Governo, per far fronte a migliaia di ricorsi in atto , aventi tutti  motivazioni valide, a seguito  delle  discriminazioni create , ha  dovuto ricorrere al cambio di magistrati al Consiglio di Stato.

Questa decisione è, a nostro parere , di stampo dittatoriale,  va contro gli interessi legittimi di aspiranti insegnanti che, a causa di un mal Governo, si ritrovano fuori dalle graduatorie ad esaurimento. 

Quasi pronto il decreto definitivo , pubblicazione prevista per inizio febbraio , ormai è quasi tutto pronto e rispecchia tutto ciò che il CONITP ha sempre sostenuto ,e inviato a tutti gli associati, dopo gli innumerevoli incontri ministeriali. Unico cambiamento , probabilmente , saranno le prove scritte le quali si prevedono tutte a risposte aperte senza domanda con risposte multiple.

Confermate le domande in inglese, come sempre affermato dal CONITP, e gli argomenti che saranno trattati , che rispecchieranno i programmi e i contenuti della classe di concorso cui si riferisce il concorso e la capacità di trasmissione di una progettazione didattica.

Le prove saranno stilate dal Ministero per ciascuna classe di concorso 24 ore prima dell’orario programmato. Nessuna prova preselettiva per i docenti di ogni ordine e grado, questa una delle novità rispetto alle indiscrezioni iniziali .
La prova scritta sarà strutturata in otto domande a risposta aperta 2 domande saranno in lingua straniera a scelta dell’interessato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Le domande per il concorso dei docenti di lingue le domande saranno tutte in lingua straniera.
Il punteggio sarà di 40 punti per la prova scritta ( max 5 punti per domanda ) , mentre per le discipline dove è prevista la prova pratica , il punteggio sarà di punti 30 (max 3,75 per domanda) + 10 punti derivanti dalla prova pratica-laboratoriale .

La prova durerà 150 minuti. La prova sarà superata con il raggiungimento di 28 punti.
La prova orale durerà max 45 minuti di cui 35 minuti relativi all’illustrazione di una lezione simulata con scelte didattiche e metodologiche , altri 10 minuti max saranno utilizzati da interlocuzione con il candidato da parte della commissione. La prova è superata si si raggiunge un punteggio di 28 punti .
Avranno un peso importante anche i titoli max 20 punti. Saranno valutati il dottorato di ricerca e le certificazioni C1 , corsi di perfezionamento e master.

Sarà valutato il titolo di accesso , abilitazione specifica o idoneità all’insegnamento , ulteriori abilitazioni , diploma di laura specialistica o lauree magistrali ,abilitazione Montessori , Agazzi, Pizzigoni, diploma di specializzazione pluriennale , titoli di specializzazione sul sostegno, abilitazione alla libera professione attinente all’insegnamento , titoli di servizio di almeno 180 giorni. Si allega tabella con la valutazione di tutti i titoli.
 
 

UN CONCORSO IDEATO PER TAGLIARE E NON PER ASSUMERE

NO ALLA PROVA IN LINGUA STRANIERA

RIVEDERE I PROGRAMMI DEL CONCORSO

 

Il sindacato autonomo CONITP apprende dalle bozze non ufficiali pubblicate sul web le ulteriori scelte scellerate del Governo in merito all’imminente concorso  a cattedra destinato ai docenti di ogni ordine e grado.

In più occasioni e con diverse argomentazioni abbiamo  sottolineato l’inutilità di un concorso a cattedra in questo momento storico, sia per motivi economici e che per la presenza di migliaia di docenti formati e attualmente in cattedra, che non necessitano di ulteriori selezioni per continuare a fare il lavoro che svolgono da anni.

Purtroppo, oltre il danno anche la beffa.

Programmi d’esame vastissimi e spesso non attinenti alla classe di concorso specifica, in cui si chiede ai candidati la padronanza di tematiche che non potrebbero mai insegnare, ma nemmeno conoscere, in quanto estranee agli studi scolastici, universitari e affrontati nei percorsi abilitanti.

Avvertenze Generali che richiederebbero almeno un anno di studio, a nostro avviso sicuramente necessario per averne il sicuro dominio e capacità di realizzazione da parte dei docenti, ma che si richiede che vengano assimilate e trasferite in quesiti a risposta sintetica in meno di due mesi. 

Inoltre ,  è da sottolineare che nulla hanno a che fare , con le competenze e le capacità del docente di insegnare, le domande  da rispondere in  lingua straniera , le competenze da valutare devono riguardare esclusivamente la disciplina cui il docente insegna e non si possono chiedere risposte a domande in lingua straniera. 

I destinatari sono docenti in cattedra, che già profondono quotidianamente risorse fisiche ed intellettuali nell’insegnamento, e che quindi possono dedicare solo il tempo residuo allo studio e all’approfondimento di queste tematiche.

Inoltre, aspetto ulteriormente grave, gli impegni presi tra il CONITP e Dirigenti del Ministero dell’istruzione  non sono stati rispettati. Nei numerosi incontri avvenuti nei mesi addietro abbiamo fornito delle Indicazioni sui programmi sicuramente più incisive e funzionali al concorso, pur ribadendo la sua assoluta inutilità.

Ma tant’è. Ai docenti viene chiesto di assimilare in pochi mesi anche contenuti riguardanti aspetti estranei alla propria classe di concorso. A nostro avviso questo concorso sta assumendo dei contorni ancora più assurdi di quelli che immaginavamo, e sembra fatto unicamente per tagliare e non per assumere.

Riforma scuola. progetto 0-6 Insegnanti scuola di infanzia

 

La delega sulla riforma del settore formativo che copre la fascia di età da 0 a 6 anni, inizialmente associata al progetto “mille asili nido in mille giorni”, poi confluita nel comma 181 della Legge 107/15per dare vita alla “istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni”, non comporterà alcun mescolamento dell’attuale personale insegnante in forza negli istituti statali con gli educatori dei nidi.

La Delega da approvare entro un anno, trasformarà il servizio da welfare a prettamente educativo,  ogni figura manterrà i propri ruoli professionali.

 

Il sistema integrato 0–6 anni manterrà intatte  le competenze in capo ai Comuni ed ai privati, con la scuola dell'infanzia statale che continuerà ad essere gestita dal Miur.  La scuola dell'infanzia non verrà estrapolata dal proprio contesto: manterrà quel legame con la scuola primaria che l’ha vista, con la scuola moderna, inserita all'interno degli istituti comprensivi.

 

Con l’approvazione delle legge delega, in pratica, si aggiungerà solo il segmento 0-3 anni all’attuale impianto 3-6 anni. 

La riforma dovrebbe prevedere una  compresenza di docenti , migliorando la formazione, oltre che comportando l’incremento di 75mila nuovi docenti.

Il CONITP in merito al progetto 0-6 anni  ha proposto di  potenziare le sezioni primavera, che accolgono i bambini dai 24 ai 36 mesi che permetterebbe di allargare a tutti gli alunni il principio della continuità educativa. Ed allo stesso tempo darebbe la possibilità di assumere i docenti dell'infanzia delle GaE volutamente esclusi   dalla Legge 107/15.

Diplomati magistrale. Consiglio di Stato - inserimento con riserva

Ancora una volta il CONITP ottiene un importante vittoria

 

 

Ancora una volta dopo le centinaia di ordinanze positive il CONITP ottiene un’altra ordinanza positiva al  Consiglio di Stato in favore dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'a.s. 2001/2002: il Consiglio di Stato bacchetta il MIUR per aver operato in modo illecito e chiarisce che l'inserimento in Graduatoria a Esaurimento “con riserva” non autorizza l'Amministrazione a negare la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato ai ricorrenti.

 

Il Consiglio di Stato ha ribadito con forza al MIUR quanto da sempre sostenuto dal nostro sindacato, ossia che i ricorrenti con diploma magistrale devono essere inseriti nelle GAE .

Le  Ordinanze ottenute grazie all'estrema perizia e competenza del CONITP e  del  legale di turno Domenico Balbi    hanno mostrato ancora una volta le competenze in materia scolastica del neo sindacato , che da anni ha messo in campo notevoli risultati positivi invertendo orientamenti giurisdizionali  .

AGGIORNAMENTI ATA SU ESUBERI PROVINCIALI

Il  CONITP che continua a sollecitare il MIUR per le immissioni in ruolo ha avuto dal Ministero la promessa che dopo la sistemazione degli esuberi provinciali rivedranno sia le immissione in ruolo che i contratti da prorogare al 31/08/2016

Al momento si è in attesa della  definizione degli esuberi provinciali che da una prima ricognizione dovrebbero essere come di seguito indicati :

Abruzzo 214
Basilicata 119
Calabria 71
Campania 285
Emilia Romagna 29
Lazio 59
Liguria 121
Lombardia 374
Marche 26
Molise 53
Piemonte 10
Puglia 394
Toscana 46
Umbria 117
Veneto 19

Gli esuberi dovrebbero essere ricollocati non solo nella scuola ma anche in altri enti come , tribunali, comuni , e enti locali.

Il CONITP continua la sua battaglia per evitare che gli esuberi provinciali siano ricollocati nelle scuole a discapito dei precari che da anni lavorano con competenza e professionalità in questo settore. 

Secondo le prime stime , gran parte degli esuberi dovrebbero  essere ricollocati nei ruoli di ass. amministrativo , tecnico ( in numero molto ristretto ) , ma il CONITP continua a dire che non hanno le competenze per poter essere inseriti nel mondo scuola nei ruoli ATA e sarebbero più idonei a mansioni presso tribunali ed enti locali.

Periodo di prova dei docenti modalità di valutazione

Compiti del tutor

 

 

Con D.M. n. 850 del 27/10/2015 il Miur ha fornito indicazione in merito a “Obiettivi, modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, attività formative e criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova, ai sensi dell’articolo 1, comma 118, della legge 13 luglio 2015, n.107”.

Il decreto, già annunciato nell’incontro con i Sindacati del 23 settembre scorso, è emanato in applicazione di quanto previsto dall’articolo 1, commi da 115 a 120, della suddetta legge, che disciplina appunto il periodo di formazione e di prova del personale docente ed educativo.

Sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova:

  1. i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo;

  2. i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti. In ogni caso la ripetizione del periodo comporta la partecipazione alle connesse attività di formazione, che sono da considerarsi parte integrante del servizio in anno di prova;

  3. i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo.

In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente effettua un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

Ferma restando la partecipazione del docente alle attività formative previste dall’istituzione scolastica ai sensi dell’articolo 1, comma 124 della Legge, le attività formative previste per il periodo di prova, finalizzate a consolidare le competenze previste dal profilo docente e gli standardprofessionali richiesti, sono organizzate in 4 fasi per una durata complessiva di 50 ore:

  1. incontri propedeutici e di restituzione finale;

  2. laboratori formativi;

  3. peer to peer” e osservazione in classe;

  4. formazione on-line.

Il decreto delinea anche quali sono i servizi utili ai fini del periodo di formazione e di prova. Il superamento del periodo di formazione e prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno 180 giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno 120 per le attività didattiche.

Sono computabili nei 180 giorni:

  • tutte le attività connesse al servizio scolastico

  • i periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche

  • gli esami e gli scrutini

  • il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza.

Sono, invece, esclusi:

  • i giorni di congedo ordinario

  • i giorni di congedo straordinario

  • i periodi di aspettativa a qualunque titolo fruiti.

Per quanto riguarda i 120 giorni di attività didattiche, sono compresi sia i giorni effettivi di insegnamento sia i giorni impiegati presso la sede di servizio per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell’azione didattica, comprese quelle valutative, progettuali, formative e collegiali.

In caso di differimento della presa di servizio (è il caso dei docenti neoassunti che quest'anno hanno optato per una supplenza annuale) il periodo di formazione e prova può essere svolto, nell’anno scolastico di decorrenza giuridica della nomina, anche presso l’istituzione scolastica statale ove è svolta una supplenza annuale o sino al termine del servizio, purché su medesimo posto o classe di concorso affine. Per questi casi, sino alla ridefinizione delle classi di concorso e comunque per l’anno scolastico 2015/2016, il periodo di prova può essere svolto, su istanza dell’interessato e dietro specifica autorizzazione del dirigente dell’ambito territoriale competente, anche sulla base dei seguenti criteri:

  1. la supplenza su posto di sostegno per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria è valida indifferentemente ai fini dello svolgimento del periodo di prova su posto di sostegno per la scuola dell’infanzia o primaria;

  2. la supplenza su posto di sostegno per la scuola secondaria di primo e di secondo grado è valida indifferentemente ai fini dello svolgimento del periodo di prova su posto di sostegno per la scuola secondaria di primo e di secondo grado;

  3. per le classi di concorso, la supplenza è valida sullo specifico grado di istruzione e in considerazione della corrispondenza degli insegnamenti impartiti con quello relativi alla classe di concorso di immissione in ruolo.

In ogni caso, l’attività di formazione è comunque svolta con riferimento al posto o alla classe di concorso di immissione in ruolo.

Nel corso del periodo di formazione il docente neo-assunto deve predisporre il proprio portfolio professionale, in formato digitale, che dovrà contenere:

  1. uno spazio per la descrizione del proprio curriculum professionale;

  2. l’elaborazione di un bilancio di competenze, all’inizio del percorso formativo;

  3. la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività didattiche svolte, delle azioni di verifica intraprese;

  4. la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un piano di sviluppo professionale.

Al termine dell’anno di formazione e prova, nel periodo intercorrente tra il termine delle attività didattiche - compresi gli esami di qualifica e di Stato - e la conclusione dell’anno scolastico, il Comitato per la valutazione dei docenti deve essere convocato dal dirigente scolastico per procedere all’espressione del parere sul superamento del periodo di formazione e di prova.

A tal fine, il docente deve sostenere un colloquio innanzi al Comitato, all’esito del quale il Comitato si riunisce per l’espressione del parere. Il docente tutor presenta le risultanze emergenti dall’istruttoria compiuta in merito alle attività formative predisposte ed alle esperienze di insegnamento e partecipazione alla vita della scuola del docente neo-assunto. Il dirigente scolastico presenta una relazione per ogni docente comprensiva della documentazione delle attività di formazione, delle forme di tutoring, e di ogni altro elemento informativo o evidenza utile all’espressione del parere.

Il parere del Comitato è obbligatorio, ma non vincolante per il dirigente scolastico, che può discostarsene con atto motivato.

 

Bilancio competenze e novità



Le azioni di progettazione della formazione per i docenti neoassunti sono indicate nella circolare del 5 novembre 2015

Si tratta di

  • un incontro propedeutico su base territoriale sarà dedicato all’accoglienza dei neoassunti e alla presentazione del percorso formativo;

  • la concreta formazione prenderà avvio da un primo bilancio delle competenze professionali che ogni docente curerà con l’ausilio del suo tutor (art. 5 del decreto); a tal fine sarà fornito un modello digitale all’interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare la elaborazione di questo primo profilo;

  • il bilancio di competenze iniziale sarà tradotto in un patto formativo che coinvolge docente neoassunto, tutor e dirigente scolastico;

  • sulla base dei bisogni rilevati l’amministrazione scolastica organizzerà indicativamente nei mesi di gennaio-marzo 2016 specifici laboratori di formazione(art. 8 del decreto), la cui frequenza è obbligatoria per complessive 12 ore di attività, con la possibilità, per i docenti, di optare tra le diverse proposte formative offerte a livello territoriale;

  • a partire dal terzo mese di servizio avranno inizio momenti di reciproca osservazione in classe concordati tra docente tutor e docente neo-assunto (peer to peer), per favorire il consolidamento e il miglioramento delle capacità didattiche e di gestione della classe (art. 9 del decreto); a tal fine saranno successivamente fornite opportune linee guida;

  • la formazione on line (art. 10 del decreto) sarà curata da INDIRE, con la messa a disposizione di una piattaforma dedicata, in cui ogni docente potrà documentare, in guisa di portfolio (art. 11 del decreto), le proprie esperienze formative, didattiche e di peer review.La piattaforma consentirà inoltre di fruire delle risorse didattiche digitali messe a disposizione da INDIRE;

  • le attività formative saranno concluse da un incontro finale (art. 7 del decreto) per la valutazione dell’attività realizzata. Tale incontro potrà assumere forme differenziate sulla base delle diverse esigenze organizzative.

 

 

 

 

Caratteristiche dell'intervento formativo

le attività di formazione comportano un impegno complessivo di almeno 50 ore, compensabili, in caso di assenza del docente alle attività in presenza, con altre attività, sempre in presenza, previste dal piano formativo;

le ore della fase del peer to peer e le ore online vanno interamente svolte e non possono, anche se eccedenti, sostituire o compensare le ore destinate agli incontri in presenza;

un incontro propedeutico su base territoriale, della durata di 3 ore, sarà dedicato all'accoglienza dei neoassunti e alla presentazione del percorso formativo;

la concreta formazione prenderà avvio da un primo bilancio delle competenze professionali che ogni docente curerà con l'ausilio del suo tutor; al tal fine il MIUR fornirà un modello digitale all'interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare la elaborazione di questo primo profilo (durata prevista 3 ore);

il bilancio di competenze iniziale sarà tradotto in un patto formativo che coinvolge docente neoassunto, tutor e dirigente scolastico;

sulla base dei bisogni rilevati verranno organizzati, a partire indicativamente da gennaio 2016, specifici laboratori di formazione in presenza, la cui frequenza è obbligatoria per complessive 12 ore di attività (4 laboratori della durata di 3 ore ciascuno), con la possibilità, per i docenti, di optare tra le diverse proposte formative offerte a livello territoriale; i laboratori formativi verranno "tarati" sui bisogni formativi segnalati dai docenti neo-assunti in sede di predisposizione del bilancio di competenze e saranno rivolti a piccoli gruppi di docenti (orientativamente non più di 30), consentendo la scelta tra diverse opportunità. Sarà obbligatoria la frequenza di almeno un modulo dedicato ai temi dei bisogni educativi speciali e della disabilità.

a partire dal terzo mese di servizio avranno inizio momenti di reciproca osservazione in classe, per un totale di 12 ore, concordati tra docente tutor e docente neo-assunto (peer to peer), per favorire il consolidamento e il miglioramento delle capacità didattiche e di gestione della classe; a tal fine saranno successivamente fomite dal MIUR opportune linee guida;

la formazione on line, della durata di 14 ore, sarà curata da INDIRE,

sempre su piattaforma on-line, il docente neoassunto, supportato dal tutor, traccerà un bilancio delle competenze raggiunte in forma di autovalutazione, delineando miglioramenti raggiunti e punti che restano da potenziare (Bilancio delle competenze finali – durata prevista 3 ore);

le attività formative saranno concluse da un incontro di restituzione finale in presenza, della durata di 3 ore,

 

Funzioni tutoriali e compiti richiesti

 

Come previsto dal comma 4 dell’art.12 al tutor nominato spetterà:

- accogliere il neo-assunto nella comunità professionale;

- favorire la sua partecipazione ai diversi momenti della vita collegiale della scuola;

- esercitare ogni forma utile di ascolto, consulenza e collaborazione per migliorare la qualità e l’efficacia dell’insegnamento;

- elaborare, sperimentare, validare risorse didattiche e unità di apprendimento in collaborazione con il docente neo-assunto;

- promuovere momenti di osservazione in classe, secondo le indicazioni dell’art.9 dello stesso decreto, finalizzate al miglioramento delle pratiche didattiche, alla riflessione condivisa sugli aspetti salienti dell’azione di insegnamento. L’art.9 (rubricato Peer to peer – formazione tra pari), specifica che “l’osservazione è focalizzata sulle modalità di conduzione delle attività e delle lezioni, sul sostegno alle motivazioni degli allievi, sulla costruzione di climi positivi e motivanti, sulle modalità di verifica formativa degli apprendimenti”.



Il tutor quindi oltre a perseguire gli obiettivi specifici di cui sopra dovrà curare, con particolare attenzione, la parte cosiddetta “osservativa” del neo docente che confluirà successivamente nella sua relazione finale; per tali attività di osservazione sono previste almeno 12 ore (comma 3 art.9). Il neo-docente potrà svolgere la sua osservazione, sulla base di quanto sarà inserito nel patto per lo sviluppo professionale di cui all’art.5 del decreto n.850, anche in classe con altri docenti. Tutto ciò attribuisce alla formazione iniziale un carattere trasversale, non strettamente circoscritto all’ambito disciplinare del docente, ma si incentiva la sua formazione in una dimensione collegiale.

Il patto per lo sviluppo professionale

L’attività dei tutor è comunque svolta sulla base del cosiddetto patto per lo sviluppo professionale che ha l’obiettivo di personalizzare il percorso di formazione iniziale ed è stabilito dal dirigente scolastico e il neo-assunto, sentito il parere del tutor, secondo una specifica procedura che comprende inizialmente:

FASE DELLA DIAGNOSI attraverso la redazione di un primo bilancio di competenze, in forma di autovalutazione strutturata, con la collaborazione del docente tutor; questo adempimento, secondo quanto prescritto nel decreto n.850, dovrà realizzarsi entro il secondo mese dalla presa di servizio, servirà a “compiere una analisi critica delle competenze possedute, di delineare i punti da potenziare e di elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con la diagnosi compiuta” (comma 2 art.5).

FASE DELLA PROGETTUALITA’ attraverso la stesura vera e propria del patto di cui sopra, che dovrà indicare: “gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, didattico-metodologica e relazionale, da raggiungere attraverso le attività formative di cui all’articolo 6 e la partecipazione ad attività formative attivate dall’istituzione scolastica o da reti di scuole, nonché l’utilizzo eventuale delle risorse della Carta di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge”(comma3 art.5). A questa fase corrisponde anche il momento in cui il docente neo-assunto, con il supporto del tutor,“redige la propria programmazione annuale, in cui specifica, condividendoli con il tutor, gli esiti di apprendimento attesi, le metodologie didattiche, le strategie inclusive per alunni con bisogni educativi speciali e di sviluppo delle eccellenze, gli strumenti e i criteri di valutazione, che costituiscono complessivamente gli obiettivi dell’azione didattica” (comma 2 art.4).

FASE FINALE o del BILANCIO con la redazione, assieme al tutor, di un resoconto delle competenze per “registrare i progressi di professionalità, l’impatto delle azioni formative realizzate, gli sviluppi ulteriori da ipotizzare.”(comma 4 art.5).

In sintesi il tutor dovrà supportare la formazione iniziale su due versanti complementari: uno prettamente operativo e di supporto al docente neo-assunto in tutti gli ambiti della vita scolastica: dalle pratiche di insegnamento alla riflessione condivisa di quanto agito, dalle esperienze didattiche alla collegialità praticata; un secondo versante centrato sulla valutazione del docente; alla fine il tutor presenterà al dirigente una relazione a carattere istruttorio “in merito alle attività formative predisposte ed alle esperienze di insegnamento e partecipazione alla vita della scuola del docente neo-assunto” (comma 3 art.13). Le risultanze dell’istruttoria saranno presentate dal docente tutor dinnanzi al comitato e al dirigente, in sede di colloquio finale del docente neo-immesso. E’ appena il caso di ricordare che il Comitato esprime solo un parere obbligatorio ma, non vincolante per il dirigente scolastico, che può discostarsene con atto motivato.

Riconoscimenti professionali ed economici al tutor

A fissare le nuove regole è il comma 5 dell’art.12 del D.M. 850; al tutor è riconosciuto, per le attività svolte, “un compenso economico nell’ambito delle risorse assegnate all’istituzione scolastica per il Miglioramento dell’Offerta formativa; (…) altresì, specifica attestazione dell’attività svolta, inserita nel curriculum professionale e che forma parte integrante del fascicolo personale.” Lo svolgimento della funzione tutoriale si arricchisce di un elemento di novità e cioè “il positivo svolgimento dell’attività del tutor può essere valorizzato nell’ambito dei criteri di cui all’articolo 1, comma 127, della Legge; quindi se ne ricava che il Comitato, in modo propedeutico, in fase di definizione dei criteri, potrà tenere conto anche di questo aspetto legato alla formazione, senza dimenticare che uno dei criteri forniti dal comma 129 della Legge 107, che ha novellato l’organo collegiale, stabilisce che sia presa in considerazione, proprio nella fase di individuazione dei criteri (lett.c del comma 129) appunto la formazione del personale.

 

 

CONCORSO DOCENTI

ANCORA  RITARDO PER LA PUBBLICAZIONE DECRETO

 

La legge 107/2015 poneva come limite ultimo per la pubblicazione del bando del concorso docenti il 1° dicembre 2015 ma a tutt’oggi ci sono alcuni nodi da sciogliere per la pubblicazione del decreto .

Probabilmente slitterà ancora qualche settimana prima della pubblicazione i ritardi sono legati all'approvazione in via definitiva del testo della nuova riforma delle classi di concorso. In settimana è previsto un incontro fra i tecnici del Miur e i relatori delle Commissioni, per stabilire una priorità degli interventi richiesti nei pareri.

Questo ritardo, fanno sapere dal Miur, non avrà ripercussioni sulla tempistica già stabilita sia per le prove (a partire dalla primavera), sia per la costituzione delle graduatorie in tempo utile per le assunzioni in ruolo dell'a.s. 2016/17.

Intanto il CONITP è stato ricevuto dai dirigenti del Ministero per ben 3 settimane consecutive , le indiscrezioni sono quasi tutte  confermate nei comunicati inviati dal CONITP agli associati , compreso materie di esame.

 Ultima indiscrezione è relativa al primo test che avverrà tutto al PC , sarà composto da circa 20 domande con 4 risposte di cui 3 errate ed una esatta , poi seguiranno 5 domanda in Inglese  con risposta sintetica , le quali saranno le più importante per attribuzione del punteggio. 

 

GLI ISCRITTI  ricevono continue news e indicazioni concrete  sul concorso .

Mobilità Docenti 2016/17

  

DAGLI ULTIMI AGGIORNAMENTI LA MOBILITA’ POTREBBE ESSERE STRUTTURATA COSI :

1) chi è docente di ruolo alla data di entrata in vigore della legge (13 luglio 2015) e non produce domanda di trasferimento, conserva la titolarità della cattedra nella scuola di appartenenza.

2) I docenti neoassunti in fase 0 e A del piano di immissioni in ruolo 2015/16 presenteranno la domanda di trasferimento secondo le regole consuete: scelta di scuole all'interno della provincia.  A questi il Miur pensa di aggiungere i docenti titolari sul sostegno nel secondo grado (attualmente titolari DOS) con titolarità sulla scuola (e non su ambito). Per il CONITP questa è una discriminazione , in quanto si ritiene che il blocco triennale deve essere abbattuto anche per i docenti assunti in questa fase .

3) i neoassunti in fase B e C del piano straordinario a partire dal 2016/17 sono assegnati agli ambiti territoriali nazionali .

4) Il personale docente in esubero o soprannumerario nell'anno scolastico 2016/2017 e' assegnato agli ambiti territoriali.

Il MIUR ha ipotizzato per i soprannumerari dell'ottennio l'esercizio della precedenza per il “ rientro ” nell'ambito territoriale in cui sarà ricompresa la scuola di precedente titolarità.

5) Dall'anno scolastico 2016/2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali: ossia il personale di ruolo ante 2015, che presenta domanda di mobilità e ottiene il trasferimento, rientra negli ambiti territoriali, non più su sede.

SECONDO il MIUR gli ambiti territoriali partiranno sin dal prossimo anno scolastico.

Il MIUR non ha ancora sciolto dei nodi importanti come : se  sarà o meno consentito a tutti, oppure no (cosi come si evince dal comma 73 della legge 107/15), di poter chiedere la mobilità su sede in ambito provinciale (e non solo sull’ambito) visto che ai neo assunti con le vecchie procedure (fase zero e A del pieno di assunzioni) è riconosciuto il diritto ad ottenere una sede definitiva per il 2016-2017 nella provincia di assunzione con le operazioni di mobilità. Cosi come non si è chiarito se il blocco triennale ai fini della mobilità interprovinciale verrà derogato per tutti.

 

Il CONITP in merito alla mobilità chiede  :

 

1)    Mobilità interprovinciale per tutti i neoassunti, in tutte le fasi senza vincoli ;

2)    Tutela dei docenti che chiedono il trasferimento assunti in ruolo precedentemente al 2014/2015 ;

3)    Possibilità per i docenti assunti nella fase 0-A  di chiedere il trasferimento interprovinciale ;

4)    Tutela dei docenti assunti nella fase  B e C per trasferimento no su tutti gli ambiti nazionali , ma  possibilmente nella  provincia di assunzione  o massimo in  regione e non su base nazionale;

5)    L’utilizzazione di tutti i posti disponibili , organico di diritto, organico di fatto, spezzoni , organico potenziato per i trasferimenti , al fine di garantire a tutti i docenti la possibilità di rientro nella propria provincia di residenza;

6)    Mobilità per docenti e ATA annuale e non triennale ;

7)    Mobilità provinciale con  regoli attuali in quanto il comma 73 prevede che i neoassunti in fase 0 e A hanno diritto ad avere la sede (scuola) definitiva con le regole attuali. Alla luce di ciò non è accettabile che chi è già di ruolo non possa avere altra sede con le stesse regole.

8)    Attenzione ai docenti soprannumerari negli ultimi 8 anni ai quali va riservato il i diritto a presentare domanda per  rientro in presenza di posti disponibili nella ex scuola;

9)    Che i docenti di sostegno titolari su posti DOS possano presentare domanda di mobilità volontaria per acquisire una titolarità; 

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