Servizio militare - non valutabile intero nelle graduatorie ATA

Graduatorie ATA il servizio militare si valuta intero solo in costanza di nomina.

IL CONITP AVEVA RAGIONE.

Iniziano ad arrivare delle prime sentenze alle graduatorie ATA III fascia che bocciano la valutazione del servizio militare come punteggio intero.

IL CONITP COME SEMPRE AVEVA RAGIONE  , il servizio militare non può essere valutato come servizio specifico, i ricorsi proposti sono solo speculazioni.

Si valuta solo in servizio in costanza di nomina

L’art. 2050 del D.Lgs. 66/2010 (Valutazione del servizio militare come titolo nei concorsi pubblici) ha previsto la valutabilità del periodo trascorso in qualità di militare di leva “in pendenza di rapporto di lavoro”.

A seguito dell’emanazione del codice militare (D.Lgs. n. 66/2010) si è assistito ad un ripensamento da parte della giurisprudenza della valutabilità del servizio militare prestato non in costanza di nomina, in quanto l’art. 2050 sopra citato prevede la valutabilità del periodo trascorso in qualità di militare di leva “in pendenza di rapporto di lavoro”.

Le disposizioni regolamentari del MIUR disciplinanti le graduatorie, sia ad esaurimento che di istituto che ATA, stabiliscono la valutazione del servizio militare e di quelli assimilati solo se prestati in costanza di nomina.

Correttamente infatti si deve desumere che soltanto il servizio di leva prestato in costanza di rapporto di lavoro deve essere valutato nella disciplina delle graduatorie ATA che sono selezioni latu sensu concorsuali in quanto aperte ad una pluralità di candidati in competizione tra loro ( Cass. Sez. civ. lavoro 2 marzo 2020 n. 5679 in materia di GAE) e pertanto può applicarsi estensivamente la disciplina di cui all’art. 2050 del D.Lgs.. n. 66 del 2010.

Con riguardo al servizio di leva in costanza di nomina alcune sentenze hanno previsto una  discriminazione per coloro che svolgendo il servizio militare non hanno potuto svolgere attività scolastica ,  dovendosi ritenere che colui che è temporaneamente assente dall’attività scolastica per assolvere l’obbligo di leva (con diritto alla conservazione del posto) non debba essere penalizzato rispetto a coloro che tale obbligo non hanno dovuto assolvere; al contrario, una simile considerazione non avrebbe senso nel caso di servizio di leva prestato prima di qualsiasi incarico di docenza, caso in cui il servizio di leva non è differente da altre situazioni, obiettive ed indipendenti dalla volontà del singolo (ad es., la malattia), che potrebbero ritardare l’accesso agli incarichi di insegnamento.