LA QUESTIONE DEI “DIPLOMATI MAGISTRALI”

Importante secondo noi è conoscere la storia degli avvenimenti che si sono susseguiti nel corso degli anni e che ha visto protagonisti i diplomati magistrale e tentare di riuscire a trovare soluzioni adeguate alla loro questione.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2014 viene pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 2014 con il quale si recepisce il parere 4929/2012 del Consiglio di Stato (allegato al DPR) relativamente al valore abilitante dei diplomi di scuola e istituto magistrale (e relative sperimentazioni) conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002.

In sostanza il Consiglio di Stato sancisce che:

·         i maestri in possesso del diploma di scuola magistrale (e relative sperimentazioni purché corrispondenti) conseguito entro l’a.s. 2001/2002 sono da considerarsi abilitati per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia.

·         i maestri in possesso del diploma di istituto magistrale (e relative sperimentazioni purché corrispondenti) conseguito entro l’a.s. 2001/2002 sono da considerarsi abilitati sia per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia che per l’insegnamento nella scuola primaria.

Quindi una legge dello Stato recepisce il parere del Consiglio di Stato affermando che i diplomati magistrali  che hanno conseguito il titolo entro l’a.s. 2001/2002 sono abilitati e il DPR riconosce ai diplomati magistrali l’inserimento in II fascia e non nelle GAE il perché non è mai stato spiegato. Perché se il titolo è stato dichiarato abilitante ed è un titolo conseguito prima del a.s. 2001/2002 e le GAE sono diventate ad esaurimento nel 2007 perché non inserirli nelle GAE?

Questo semplice ragionamento ha dato vita alla stagione dei ricorsi iniziati già nel 2014 ed in cui a stagioni alterne sia il Tar che il CDS hanno immesso nelle Gae migliaia di docenti (si parla di oltre 50.000) alcuni a pieno titolo con sentenze passate in giudicato e alcuni docenti (si parla di circa seimila) addirittura in ruolo. Con evidente disparità di trattamento di docenti aventi lo stesso titolo.

Infatti il Consiglio di Stato già con sentenza n. 1973 del 2015 aveva riconosciuto la spettanza per i Diplomati magistrali entro l'anno 2001/2002 ad essere ineriti nelle GAE. Una storica sentenza che ha permesso quindi a migliaia di docenti l'inserimento nelle GAE fino ad allora ingiustamente precluso. Quindi si dà inizio ad una serie di sentenze del Tar e del CDS che riconosce ai diplomati magistrali ante 2001 ad entrare in Gae.

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, tenutasi 15 novembre 2017, pubblica una sentenza definitiva smentendo se stesso e negando il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento. Affermando testualmente: il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo istituite dall’articolo 1, comma 605, lett. c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Ma dal marzo 2014 al dicembre 2017 sono passati più di 3 anni di sentenze (TAR e CDS) che hanno decretato il diritto dei diplomati magistrali ante 2001 ad essere inseriti in Gae. Perché il CDS non ha decretato subito ciò che poi ha fatto dopo oltre tre anni? Le storture e i ritardi della giustizia Italiana devono essere sempre pagati dai cittadini più deboli e tra l’altro precari.

 Inoltre questo sono solo le prime sentenze di merito, le altre sentenze di merito (per altri 50.000) dovrebbero avvenire nei prossimi anni e che dovrebbero decretare l’uscita dalle Gae dei diplomati magistrali ante 2001, visto i tempi biblici della giustizia forse nei prossimi 5 o 6 anni e quindi molti di questi docenti assumeranno sia incarichi a tempo determinato che a tempo indeterminato, quindi si intravedono nell’orizzonte tantissimi altri contenziosi.

Ecco quindi l’emendamento al “decreto dignità” ispirato dal governo e approvato dalle commissioni di competenza della Camera che avrebbe lo scopo di  risolvere il bailamme venutosi a creare sui maestri con diploma magistrale, la soluzione individuata (fermo restando che il decreto sia approvato senza modifiche) consiste nell’assegnare a tutti i maestri già al lavoro e inseriti nelle GaE, anche già immessi in ruolo, una supplenza fino al prossimo 30 giugno, oltre che un concorso straordinario articolato in una prova orale di natura didattico-metodologica e nella valutazione dei titoli.

Il concorso straordinario è destinato ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria ed è riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria. Per parteciparvi è necessario avere l’abilitazione all’insegnamento conseguita tramite sia corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, sia diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. È poi fondamentale avere svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali.

Inoltre, sempre in base all’emendamento della maggioranza, la partecipazione al concorso straordinario, relativamente ai posti di sostegno, è consentita a coloro che siano in possesso dei succitati requisiti più il titolo di specializzazione (anche conseguito all’estero e riconosciuto in Italia). Infine, il servizio deve essere svolto presso le scuole statali e deve essere specifico, ossia prestato nella tipologia di posto (primaria o infanzia) per cui si partecipa al concorso. Tutto questo è chiaro ed evidente che riproporrà una nuova stagione dei ricorsi annunciati sin d’ora, anche se l’emendamento rimarrà questo, poiché vi sono al suo interno diverse parti illegittime, è pronte ad essere impugnate in tribunale.

 Vediamo le storture:

-“Viene da chiedersi di chi sia questa nuova trovata della quota dei 24 mesi limitata agli ultimi otto anni e a determinate categorie di docenti. Lasciando fuori, inspiegabilmente, tutti i maestri delle scuole paritarie, che guarda caso nella scuola dell’infanzia e primaria sono in grande numero.

-Tutto questo si somma all’illogicità di licenziare 6 mila docenti assunti in ruolo che hanno superato a pieni voti l’anno di prova.

-Inoltre se per il Fit fatto per le scuole secondaria di primo e secondo grado gli abilitati hanno potuto partecipare senza discriminazioni perché i diplomati magistrali ante 2001 e quelli della scienza della formazione primaria no?

Sicuramente ciò genererà numerosissimi altri contenziosi.

Come Sindacato Conitp proponiamo  una delle due soluzioni:

1)     riapertura e aggiornamento delle GaE a tutti gli abilitati, con uno strumento legislativo, da cui sappiamo che ogni anno lo Stato ricerca i 100 mila supplenti indispensabili per mandare avanti, questo sì con altissima dignità, le nostre scuole”,  con l’aggiornamento delle GAE molti docenti si sposterebbero in provincie dove ci sarebbe più possibilità di insegnamento e inoltre pensare ad una unica graduatoria nazionale da cui attingere per le nomine a tempo indeterminato, la cui rinuncia equivarrebbe a cancellazione immediata dalle stesse, mentre per gli incarichi a tempo determinato le graduatorie resterebbero provinciali;

2)    Emanare un provvedimento legislativo in cui sia precluso a  tutti gli abilitati magistrali ante 2001 e laureati in SFP inseriti nelle gae con riserva di  di assumere incarichi  dalle gae sia a tempo determinato che a tempo  indeterminato e farli  partecipare al concorso straordinario proposto nel Decreto Dignità, senza vincoli di anni di insegnamento basta il semplice titolo abilitante, dopo il concorso si proceda ad elaborare una graduatoria nazionale da cui attingere per le immissioni in ruolo dove l’eventuale rinuncia  equivale a depennamento. Nelle Gae rimarrebbero solo chi è a pieno titolo e esse verrebbero esaurite nel giro di breve tempo  se però si attua il potenziamento anche nella scuola dell’infanzia, secondo noi l’unico grado di scuola che andava fatto, e che  in modo inspiegabile non è stato attuato dalla 107/2015 e nemmeno dai suoi  decreti attuativi. Tra l’altro tutti noi sappiamo che nella scuola dell’infanzia se non si attua il potenziamento serviranno ancora 40 anni per svuotare le graduatorie ad esaurimento. E 15 anni nella scuola primaria. Una storia a cui nessuno riesce a mettere la parola fine. Le “graduatorie ad esaurimento” (GAE) furono istituite nel 2007 per porre fine alle “graduatorie permanenti”, arrivate a contenere, di sanatoria in sanatoria, 799 mila unità. Nel 2007 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni dichiarò che le GAE sarebbero state svuotate in 5 anni (2012). La Gelmini nel 2010 ipotizzò la chiusura in “6 o 7 anni” (2016-2017). Nel 2014 Matteo Renzi assicurò che entro un anno (2015) tutti gli iscritti sarebbero stati assunti. Nel 2016 il ministro Giannini ammise: “è necessaria una fase transitoria per arrivare alla loro soppressione definitiva”. Creare una nuova graduatoria  accanto alle gae significa non risolvere nessun problema, ma allungare la schiera del precariato. Allora un governo che vuole affrontare il problema in modo serio deve recepire tutte le istanze senza discriminare nessuno e inserire tutti i diplomati magistrali e i laureati in SFP in questo percorso come ha fatto per il FIT alla secondaria di primo e secondo grado istituendo quindi una graduatoria nazionale.

La politica deve cercare di sanare le storture che nel corso degli anni si sono perpetrate e nello stesso tempo trovare soluzioni idonee a non creare nuovi contenziosi. Noi come sindacato Conitp ci auguriamo che questo Governo sia lungimirante sappia studiare le soluzioni appropriate per risolvere le questioni annose che da troppo tempo non trovano soluzioni definitive, ma fino ad oggi si sono trovati solo tamponi che non riescono a sanare le gravi malattie in cui il nostro sistema è affetto.

ASSOCIAZIONE SINDACALE

 CONITP

 

 

 

 
 
 
 
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