Servizio in paritaria e omissione contributiva: diritto al punteggio

Servizio in paritaria e omissione contributiva: diritto al punteggio

Il CONITP continua ad avere ragione .

Riconosciuto ancora una volta  il punteggio senza contributi o contributi non visibili su estratto.

In accoglimento del ricorso promosso dall’ufficio Legale, il tribunale ordinario di Milano sez lavoro ha riconosciuto il diritto della ricorrente ad essere inserita nella graduatoria d’istituto III^ fascia degli aspiranti a supplenza per il personale ATA, benché non risultassero versati i contributi per il periodo di lavoro alle dipendenze dell’Istituto paritario.

In particolare la Sentenza n………………., ha accolto le ragioni prospettate nel ricorso sulla base di una inedita ricognizione della natura del certificato di servizio tenacemente sostenuta dai difensori. Si legge nella sentenza infatti, che “l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa è, in ogni caso, attestato dal certificato di servizio rilasciato dal Dirigente amministrativo pro tempore […], che in qualità di direttore di istituto scolastico legalmente riconosciuto riveste la qualifica di pubblico ufficiale; che conseguentemente il certificato prodotto dalla ricorrente ha valore di atto pubblico ed in quanto tale fa prova piena del rapporto di lavoro ai sensi degli artt. 2699 e 2700 cod. civ.;”

Inoltre il mancato versamento dei contributi previdenziali può, tuttalpiù, rappresentare elemento per valutare l’autenticità del rapporto dedotto ai fini dell’attribuzione del punteggio in graduatoria e non già costituire elemento di prova della mancata prestazione dell’attività lavorativa, specie nei casi in cui – come quello in oggetto – l’effettività del servizio reso non è espressamente contestata (cfr., tra le altre, Tribunale di Milano, sez. Lavoro, sent. del 7/05/2019, e Tribunale Treviso, sez. Lavoro, ord. del 30/09/2019,); siffatto orientamento risulta, peraltro, confermato dalla normativa attualmente vigente in materia di procedure di aggiornamento delle graduatorie di III fascia del personale ATA e, quindi, dal D.M. n. 647/2017.

Ai fini della valutazione del punteggio l’istituzione scolastica deve avvalersi del riscontro dell’effettivo servizio prestato e il mancato versamento contributivo , parziale o anomalo , non può essere imputabile al lavoratore, SENTENZA CONSIGLIO DI STATO 28/05/2001 n° 2902 , consiglio di Stato VI,311 /99, rivendicando il diritto del ricorrente che al momento dell’assunzione la  produceva,tra gli altri documenti, un certificato di servizio alle dipendenze di scuola paritaria, rilasciato dal Dirigente amministratore, con mansioni di ATA  che conseguentemente il certificato prodotto dalla ricorrente ha valore di atto pubblico ed in quanto tale fa prova piena del rapporto di lavoro ai sensi degli artt. 2699 e 2700 cod. civ.

Per l’effetto, il M.I.U.R.., è stato condannato al ripristino del punteggio incrementato di quello che il ricorrente avrebbe conseguito se il rapporto di lavoro alle dipendenze dell’I.C. non fosse stato disconosciuto. Oltre al  reinserimento in graduatoria , al riconoscimento del punteggio, gli istituti scolastici , sono stati anche condannati alle spese , per aver effettuato controlli sommari, superficiali.